Come calcolare l'IVA: aggiungerla o scorporarla da un prezzo
Per aggiungere l’IVA a un prezzo, si moltiplica l’imponibile per l’aliquota e si divide per 100, poi si somma il risultato all’imponibile per ottenere il totale lordo. Per scorporare l’IVA da un prezzo che la include già, si divide il lordo per (1 + aliquota / 100) per trovare l’imponibile, e poi si sottrae quel valore dal lordo per isolare l’imposta. Sono le stesse due cifre, lette semplicemente al contrario.
Le due formule
Aggiungere l’IVA a un imponibile:
IVA = Imponibile × (Aliquota / 100)
Lordo = Imponibile + IVA
Scorporare l’IVA da un totale lordo:
Imponibile = Lordo / (1 + Aliquota / 100)
IVA = Lordo − Imponibile
La seconda formula è quella che manda in confusione più persone, perché non basta “togliere la percentuale dal totale”. Un importo di 122 € con IVA al 22% non contiene 26,84 € di imposta (122 × 0,22). Ne contiene 22 €, perché quei 122 € includono già l’imposta, e l’aliquota va applicata ai 100 € di imponibile nascosti dentro quella cifra, non ai 122 € finali.
Esempio pratico: preventivo a un cliente
Un libero professionista deve fatturare tre voci di lavoro con l’aliquota ordinaria del 22%:
| Voce | Imponibile | IVA (22%) | Totale (lordo) |
|---|---|---|---|
| Progettazione grafica | 600,00 € | 132,00 € | 732,00 € |
| Redazione testi | 250,00 € | 55,00 € | 305,00 € |
| Configurazione hosting | 80,00 € | 17,60 € | 97,60 € |
| Totale | 930,00 € | 204,60 € | 1.134,60 € |
Il cliente vede 1.134,60 € in fattura. Di questi, 204,60 € sono IVA da versare, e 930,00 € è quanto resta effettivamente per il lavoro svolto.
Non tutte le aliquote sono uguali
In Italia esistono tre aliquote IVA principali, e confonderle è uno degli errori di fatturazione più frequenti tra chi lavora in proprio:
| Aliquota | Si applica a | Esempio |
|---|---|---|
| 22% (ordinaria) | La maggior parte dei beni e servizi | Servizi professionali, elettronica, abbigliamento |
| 10% (ridotta) | Una lista specifica di beni e servizi | Ristorazione, turismo alberghiero, alcuni alimenti |
| 4% (minima) | Beni considerati di prima necessità | Pane, latte, libri, alcuni prodotti per l’infanzia |
Prima ancora di scegliere l’aliquota, però, c’è una domanda che molti liberi professionisti dimenticano di porsi: applicano davvero l’IVA? Chi opera in regime forfettario, sotto la soglia di ricavi prevista dalla legge, non addebita l’IVA in fattura. Al posto dell’imposta, la fattura riporta una dicitura come “operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi del regime forfettario” (articolo 1, commi 54-89, legge 190/2014). In questo caso nessuna delle due formule sopra si applica: il prezzo pattuito con il cliente è già il totale, punto. Vale la pena controllarlo prima di mettersi a calcolare, perché è un errore che si scopre tardi, di solito quando il cliente chiede perché in fattura non compare l’IVA che si aspettava.
Scorporare l’IVA da uno scontrino
Il calcolo inverso torna utile spesso in contabilità: si ha un totale già pagato e serve sapere quanto di quella cifra era imposta, per la nota spese o per la liquidazione periodica.
Uno scontrino per l’hosting riporta 97,60 €, IVA compresa, aliquota ordinaria. Per trovare imponibile e imposta:
Imponibile = 97,60 / 1,22 = 80,00 €
IVA = 97,60 − 80,00 = 17,60 €
Il risultato coincide, non a caso, con la voce hosting dell’esempio di fattura sopra, letta al contrario. Chi moltiplica direttamente i 97,60 € per il 22% ottiene 21,47 €, una cifra sbagliata per eccesso, perché applica l’aliquota alla base sbagliata: il lordo invece dell’imponibile che ci sta dentro.
Calcolalo con i tuoi valori
Passa da “aggiungi IVA” a “scorpora IVA”, inserisci un importo e un’aliquota qualsiasi, e leggi subito imponibile, imposta e totale.
Errori comuni
Moltiplicare il lordo per l’aliquota per trovare l’imposta. Come visto sopra, questo gonfia l’IVA calcolata, perché l’aliquota appartiene all’imponibile, non al totale. Per scorporare, si divide sempre prima per (1 + aliquota/100).
Usare l’aliquota sbagliata. Applicare il 22% a un bene che rientra nel 10% o nel 4% è un errore frequente su fatture con voci miste, ad esempio un ristorante che vende sia pasti (10%) sia bevande alcoliche (22%) nello stesso scontrino.
Dimenticare che l’IVA si applica anche a spedizione e servizi accessori. Le spese di spedizione, i costi di imballaggio o i diritti di segreteria seguono di norma la stessa aliquota della prestazione principale, e vanno sommati all’imponibile prima di calcolare l’imposta, non aggiunti come extra non tassato dopo.
Arrotondare troppo presto. Su una fattura con più voci, conviene arrotondare solo le cifre finali mostrate, non l’IVA di ogni singola riga durante i calcoli intermedi. Arrotondare riga per riga e poi sommare può far scostare il totale di qualche centesimo rispetto ad arrotondare una sola volta alla fine.
Non verificare il regime fiscale prima di calcolare. Chi fattura in regime forfettario non applica l’IVA affatto: prima di lanciarsi nella formula, vale la pena controllare se quella fattura debba davvero riportare l’imposta.
Domande frequenti
Come si aggiunge l’IVA a un prezzo? Si moltiplica l’imponibile per l’aliquota espressa in percentuale, poi si somma il risultato all’imponibile. Un imponibile di 200 € con IVA al 22% genera 44 € di imposta, per un totale di 244 €.
Come si scorpora l’IVA da un totale che la include già? Si divide il lordo per (1 + aliquota/100) per trovare l’imponibile, poi si sottrae l’imponibile dal lordo per ottenere l’IVA. Un totale di 244 € con IVA al 22% si scompone in 200 € di imponibile e 44 € di imposta, non 53,68 € (il risultato sbagliato che si otterrebbe moltiplicando 244 € per il 22%).
Cosa significa regime forfettario per una fattura? Chi rientra nel regime forfettario, sotto la soglia di ricavi annui prevista dalla legge, non addebita l’IVA ai clienti. La fattura riporta una dicitura come “operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi del regime forfettario” al posto dell’aliquota, e il prezzo concordato coincide con il totale da pagare.
Le spese di spedizione sono soggette a IVA? Di norma sì, con la stessa aliquota applicata al bene o servizio principale della fattura. Vanno incluse nell’imponibile prima di calcolare l’imposta, non aggiunte separatamente al totale già tassato.